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Home working, ma è davvero così smart come molti lo definiscono?

Se ne sentono tante in merito all'efficacia del lavoro da remoto, ecco quali sono le nostre opinioni.

Home working, ma è davvero così smart come molti lo definiscono?

Secondo i Consulenti del Lavoro, sono ben 8,2 i milioni di lavoratori che possono adempiere alla propria attività da casa. Prima dell’emergenza Covid-19 erano appena 570mila in Italia che usufruivano di questa modalità “agile” (fonte: Politecnico), ma da marzo in poi si registra un +554.754 di nuovi smart workers (fonte: Ministero del Lavoro) che ha comportato un aumento del traffico dati dalle abitazioni di +20-50%. Ecco cosa ne pensiamo noi.

 

 

Le attività si spostano “online”

In questi giorni di emergenza, gestiti in smart working, il confronto coi clienti è stato intensissimo. Molte aziende hanno sopperito alle complessità del momento, comunicando maggiormente, soprattutto alla propria rete commerciale, e attivando iniziative online, prima non avvertite come necessarie. Ci hanno dunque spesso coinvolti, in termini non solo esecutivi ma strategici, e il fatto di supportare le aziende a livello di comunicazione, in un momento simile, mi ha portato a cogliere ancor più spessore e concretezza nel lavoro che svolgiamo.

Federica, Editorial relations manager

Rivalutare la versatilità della propria professione e abbracciare il cambiamento                                                                  

In questa situazione in cui tutti gli attori hanno dei ritmi meno frenetici, ci riappropriamo dell’importanza del tempo del pensiero, usufruendo di nuovi momenti proficui, utili a riflettere minuziosamente sulle scelte fatte e da farsi e sulle attività nuove. Operativamente, lavoriamo in condizioni di silenzio e concentrazione ideali per offrire ancor più valore alle aziende che seguiamo: per proporre lo sviluppo di contenuti tematici più inconsueti, per ridare centralità alla parola, scegliendo vocaboli ancor più mirati nel raccontare l’unicità dei brand, per esplorare nuove opportunità editoriali e di visibilità digitale, per estendere le relazioni con nuovi giornalisti free lance o esperti di varie discipline, avviando uno scambio reciproco di preziose informazioni. È il momento in cui personalmente ho avuto la conferma di fare uno dei lavori più appassionanti esistenti, un lavoro in costante evoluzione, che può mutare in funzione delle necessità o delle criticità del momento.

Giada, Editorial content manager

Minor stress ma confronti meno diretti

La trovo una buona soluzione per conciliare vita/lavoro - ogni tanto - senza contare lo stress che affrontavo ogni giorno per arrivare in ufficio con il traffico: questo mi comporta minore stanchezza mentale. Il contro è che non c’è un confronto diretto tra i collaboratori: è dalla discussione e dallo scambio di opinioni che nascono nuove idee, stando fisicamente in agenzia è sicuramente più semplice.  

Giulia, Editorial content manager & Digital pr

Un’opportunità per il futuro di molte aziende

Senza dubbio, una cosa certa di questa situazione è che tante aziende si stanno accorgendo che lo smart working non è da demonizzare, anzi, è una grande opportunità per chi lavora al computer, che può vivere una vita meno legata al rigore degli orari d'ufficio. Chissà, magari in un prossimo futuro le aziende accoglieranno un mix di smart working e di ufficio, un modo di lavorare più flessibile che assicura il contatto umano tra le persone - magari con alcuni incontri settimanali per riunioni o altro - e allo stesso tempo amplia le libertà dei dipendenti (cosa che secondo me aumenta la serenità e la produttività). 

Giulia, Content & Media relations

Bisogna fare di necessità virtù

È una modalità di lavoro del tutto nuova per noi e personalmente non avrei mai pensato che avrebbe funzionato così bene.  Non credo che lo smart working totale e forzato come quello che stiamo vivendo sia applicabile sul lungo periodo, ma sicuramente ci ha spronato a muoverci in un territorio sconosciuto per noi, e questo sarà sicuramente un valore aggiunto in futuro.

Laura, Editorial content manager

Lo smart working non è adatto a tutti

Sono una grande sostenitrice dello smart working: l’autodeterminazione dell’organizzazione del tempo e delle priorità del proprio lavoro sono un incredibile vantaggio, in termini di qualità e ottimizzazione del lavoro. Se è vero che nel lavoro di redazione di un testo o di organizzazione del materiale la dimensione domestica concede la giusta concentrazione, ho riscontrato una dilatazione temporale in alcune video riunioni che, se fatte fisicamente, si sarebbero concluse in modo più risolutivo. Lo smart working non è per tutti o, per lo meno, un passaggio così drastico ha trovato impreparati alcuni. Un’ultima nota, dal taglio ancora più personale, è che l’home office con le scuole chiuse complica incredibilmente la vita.

 Michela, Content & Media relation

Conta sempre l’obiettivo

Lo smart working sposa perfettamente il moderno concetto di comunicazione. Richiede abilità e organizzazione, ma è la tangibile dimostrazione che nel lavoro fondamentale non è il processo ma l'obiettivo.

 Eleonora, Content specialist